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Recensione del volume "IL SUICIDIO" di S. De Risio e M. Sarchiapone
Edizioni Masson, Milano, 200 pagine, prezzo 22 €
Pur essendo copiosa la letteratura internazionale nell'area di ricerca sui comportamenti suicidari, sono pochi i volumi che rispondono ai criteri di un vero e proprio compendio in questa affascinante ma complessa area di ricerca.
Questo testo curato da De Risio e Sarchiapone sia per la versatilità degli argomenti prescelti sia per la ricchezza di spunti adatti sia al clinico che al ricercatore si colloca nel panorama della letteratura italiana come uno dei testi più completi sin ora redatti.
Colpisce di quest'opera sia la completezza delle aree analizzate, con una certa predominanza della sfera biologica, sia le accurate ed ampie bibliografie, sia la competenza dei vari autori, tutti di primissimo piano ed alcuni di sicura fama internazionale.
Molto interessanti ed originali alcuni capitoli sugli studi genetici, sulla comunicazione ed anticomunicazione nel comportamento suicidario, sulle condotte d'abuso e suicidio e sul protocollo di gestione, valutazione e trattamento del paziente con condotta suicidarla, che apportano un sensibile aumento del tasso di interesse e gradevolezza di questo volume rispetto ad altri testi dello stesso genere.
Il libro è anche un pretesto per illustrare la vivacità della ricerca in campo suicidario degli autori italiani che non sfigurano affatto nel confronto con blasonati colleghi di atenei internazionali.
Le uniche due critiche che si possono rivolgere a questo volume riguardano da un lato la mancanza di un capitolo di approfondimento sulle terapie sia farmacologiche sia psicoterapiche, sebbene non manchino i riferimenti sull'organizzazione di un piano assistenziale per questo tipo di pazienti, dall'altra parte la scelta editoriale di non tradurre il testo in inglese, in quanto sia la completezza e l'originalità degli argomenti trattati sia lo spessore scientifico degli autori dei vari capitoli, probabilmente avrebbero reso "appetibile" questo testo ad un pubblico più vasto.
Giuseppe Borgherini
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