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RECENSIONE:
SULL'ETICA DEL SUICIDIO (a cura di A. Aportone)
(Dalle "Riflessioni e Lezioni" di I. Kant, così i "Preparativi di un infelice alla morte volontaria" di un Anonimo del Settecento), Casa Editrice Le Lettere, Firenze, 2003. Pagine 137, 18,50 euro.
(Luigi Pavan)
Ad arricchire il dibattito sull'"aiutare a morire" e sulle ragioni pro e contro la morte volontaria appare di particolare interesse questa pubblicazione.
Il libro risulta composto da una dotta introduzione del curatore A. Aportone, e da uno scritto lucido ed appassionato di un anonimo insegnante tedesco (per la prima volta tradotto in italiano) che si confronta in un dialogo postumo con le opinioni di quella che considera il suo maestro, I. Kant.
L'Anonimo porta argomenti personali e poi speculativi per sostenere la sua decisione suicidaria e farla rientrare nella logica del pensiero filosofico di Kant.
Una terza parte del libro è costituito da una antologia e da trascrizione di lezioni del Filosofo, che condannava il suicidio in nome dell'etica della sua filosofia morale, ponendosi polemicamente nei confronti degli illuministi, che ne sostenevano, in rottura con la tradizione religiosa, la liceità in nome della libertà.
A commento della lezione kantiana, Aportone rileva che la condanna di massima appare convivere con la giustificazione di regole pratiche e quindi di azioni che sotto condizioni non specificabili a priori abbreviano la vita.
Così nell'opera dell'Anonimo, pur coerente nel filo delle argomentazioni razionali nell'esprimere il "desiderio di morire" sembra di intravedere la disperazione non tanto di un malato somatico grave come lui si considera, quanto quello di una persona che non vede un futuro possibile in una "triade" negativa (del futuro, del mondo e di se stesso) caratteristica di una depressione clinica.
Ma questa è una impressione forse dovuta all'ottica professionale del recensore.
Tutto il libro appare comunque di una grande attualità che non può lasciarci indifferenti per la lucidità e la forma dei pensieri di intelletti impegnati nell'affermazione della libertà e dell'autonomia della volontà dell'individuo.
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