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LE ALI DI ICARO
RISCHIO E INCIDENTI IN ADOLESCENZA
Di Paola Carbone
Bollati Boringhieri Editore, 2003 Torino; pagine 216. € 19,00.
In suicidologia l'approccio epidemiologico deve confrontarsi con numerose limitazioni metodologiche e concettuali che condizionano la sottostima dei fenomeni suicidari. In questo senso i cosiddetti agiti suicidari mascherati rappresentano un ambito di grande interesse.
Il libro di Paola Carbone, pur non affrontando il tema degli incidenti in adolescenza dalla sola prospettiva suicidologica, ne propone un interessante punto di vista psicodinamico con la disanima della letteratura che ha esplorato il fenomeno e propone una relazione con il sentimento di colpa, la tendenza all'acting out, la fragilità narcisistica e l'onnipotenza. In questo senso l'incidente si collocherebbe in un'area di agiti vicina, anche se non sovrapponibile, a quella del tentativo di suicidio in quanto nell'incidente verrebbero si a concretizzarsi delle fantasie auto ed eteroaggressive, ma attraverso un cortocircuito che escluderebbe consapevolezza e intenzionalità.
La metafora della roulette russa, che ha ispirato vari autori che si sono interessati del fenomeno degli incidenti in adolescenza, li avvicina al suicidio mascherato, espressione di un conflitto non mentalizzato tra il vivere e il morire. Ecco quindi che, come sottolinea l'autrice, la differenza tra incidente e tentativo di suicidio starebbe solo nel livello di pensabilità del progetto autodistruttivo.
L'autrice sostiene che i contributi dei diversi autori che prende in considerazione mettono in evidenza tematiche così generali, piuttosto comuni in adolescenza, che non possono essere considerate peculiari degli adolescenti che hanno incidenti.
Il progetto di una psicodinamica dell'incidente è sviluppato attraverso una disanima dello sviluppo puberale (vissuto del corpo, la tematica edipica) e la relazione con la depressione, l'elaborazione del lutto, la fuga nell'azione e altri aspetti in qualche modo legati a molti degli incidenti che vedono protagonisti gli adolescenti, come la fatalità, la fretta, la velocità ecc.
Interessante è il modello di ricerca-intervento sperimentato, un progetto di prevenzione secondaria dell'incidente in adolescenza.
Non possiamo che essere d'accordo con la tesi più volte sottolineata in questo libro che.... la prevenzione (degli incidenti, come del suicidio) è un processo la cui efficacia è legata alla durata dell'esperienza e alla possibilità di rendere l'"oggetto" parte attiva di un percorso decisionale.
Paolo Scocco
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